martedì 21 maggio 2013

Er mignattaro

Sanguisuga - Hirudo medicinalis
Foto da www.summagallicana.it
No, no, non si tratta di un errore di battitura e non sto per parlare di ciò che vi potreste aspettare!
Il mignattaro, nella Roma di qualche tempo fa, era colui che si occupava di raccogliere e vendere le mignatte, o sanguisughe, che una volta erano molto utilizzate a scopo medico, come antenate della pratica del salasso.
L'infelice (ma redditizio) lavoro del mignattaro consisteva nel recarsi in luoghi paludosi (habitat naturale delle sanguisughe) a gambe nude e iniziare quindi a battere l'acqua con un bastone, o a mani nude, o cercare comunque di fare qualche azione finalizzata a spaventare gli animaletti, che uscendo dalla melma si attaccavano alle sue gambe. Il mignattaro poi le staccava dalla propria pelle e le conservava in un contenitore pieno d'acqua. Gli animali ovviamente dovevano rimanere vivi. Molti farmacisti acquistavano le sanguisughe per rivenderle ai loro pazienti, mentre era spesso anche il barbiere che si occupava della loro applicazione e che, quando le mignatte erano ormai gonfie di sangue, provvedeva a staccarle e a recuperarle qualora fossero rimaste attaccate alla pelle.
I malanni per i quali era indicato l'impiego delle sanguisughe andavano dallo spavento improvviso alla polmonite, passando per l'ipertensione e gli attacchi di cuore. Anche le donne al nono mese di gravidanza veniva consigliata questa pratica!
E chi si occupava di fornire questi servizi, si preoccupava anche di pubblicizzarlo: l'insegna di una piccola bottega in Vicolo dell'Aquila infatti, recava scritte queste parole: "Spaccio di sanguisughe - e si attaccano anche per le case". Come dire... mignatte a domicilio!